Il Pellegrinaggio Pastorale del vescovo Francesco
La speranza cristiana non è mai ferma, è sempre dinamica e illumina il pellegrinaggio della propria esistenza, mostrando i volti dei fratelli e delle sorelle, compagni di viaggio sui sentieri della vita.
Essa non è un vagabondare senza una meta precisa, ma un cammino di un popolo, è ascolto puro di tutto ciò che intorno a noi si sviscera.
In questo anno che ci conduce alla gioiosa esperienza del Giubileo, il cui motto è proprio Pellegrini di Speranza, il nostro vescovo Francesco ha voluto mettersi in cammino per ascoltare i figli della sua Diocesi ed ecco che si è fatto pellegrino nella Comunità Ecclesiale Territoriale XI, entrando anche nella nostra Fraternità Presbiterale, per essere nostro compagno di viaggio per alcuni momenti significativi.
Venerdì 4 ottobre
Al cineteatro di Urgnano, il Vescovo ha incontrato gli adolescenti. Vedendosi di fronte i futuri della nostra Fraternità, ha parlato con un linguaggio a loro vicino, per entrare nei loro cuori e infondere la giusta dose di speranza.
La proposta del Vescovo è iniziata con un affondo nelle domande, presenti nel Vangelo (“chi cerchi?”, “dove sei?”) per approdare a grandi e magnifiche conclusioni che sicuramente si sono impresse negli adolescenti presenti: “Dio viene a cercare me per aprire il mio cuore alla speranza”, “La ricerca porta a vedere la Resurrezione come quella meraviglia così grande che spesso si fatica a crederla”, “La vita merita di essere vissuta sempre”.
Non si può incontrare degli adolescenti e parlare al loro cuore senza fare oggetto dei nostri discorsi quella realtà così viva e presente nella loro vita: l’amicizia. Il vescovo Francesco, ben cosciente di ciò, ha parlato di amicizia, augurando ai ragazzi di incontrare degli amici che li spingano a guardare la vita con bellezza.
L’amicizia si basa fondamentalmente sulla fiducia ed allora, per sentire su di noi lo sguardo amico di Dio, è necessario fidarsi: la fedeltà è sempre un movimento, è attenzione, è ascolto.
Sicuramente, questo semplice ma autentico messaggio del Vescovo avrà animato i nostri adolescenti seminando una parola molto importante: “Vale sempre la pena di mettersi in viaggio per ricercare l’amicizia di Dio”.
Sabato 12 ottobre
Il vescovo Francesco ha voluto essere uno di noi nella preghiera, presiedendo la recita del S. Rosario in preparazione alla festa della Madonna del Rosario, nella nostra bella chiesa parrocchiale. In seguito, presso la rinnovata sala Agliardi, ha incontrato i Consigli Parrocchiali riuniti, toccando con mano le dinamiche della nostra comunità.
Un incontro carico di riflessioni e di spunti di crescita. Anche in questa occasione il Vescovo ha dialogato con la nostra comunità, invitando a concepire la chiesa come una realtà in costante movimento, protesa verso un compimento sempre più vicino al Vangelo. Anche qui la metafora del cammino risulta fondamentale per comprendere l’identità della Chiesa.
“La Chiesa – ha affermato – non ha come primo intento quello di conservare, ma di mettersi in cammino verso qualcosa che ancora non conosciamo, ma che sentiamo come un richiamo”.
In questa ottica di apertura e di ricerca, la parrocchia viene concepita non solo come una casa, ma come una comunità disposta a varcare i propri confini, una comunità disposta a mettersi in cammino. Un cammino che non può essere intrapreso da soli, ma che richiede la dimensione comunitaria e il sostegno reciproco: “Camminare insieme non è sempre facile, dato che la nostra società sembra essere sempre più dettata dall’individualismo, ma questa è una grande sfida che dobbiamo vivere e accogliere, per essere una famiglia, una comunità”.
Insomma, il nostro Vescovo ci ha invitato a superare la tentazione di chiuderci in noi stessi per aprirci all’incontro con l’altro, chiunque esso sia. In questo modo ci integriamo, cresciamo tutti insieme in un processo di rinnovamento in cui la carità è intesa non solo come fare, ma come uno stile di vita, animato dallo Spirito Santo.
Mercoledì 16 ottobre
Dopo essere stato ospite nella nostra casa giovani, a cena con i ragazzi che stavano vivendo la prima settimana dell’esperienza Sicomoro, il vescovo Francesco ha incontrato in sala Agliardi i gruppi coinvolti nella realizzazione della Via Crucis itinerante del Venerdì Santo e del presepe vivente della Notte di Natale.
Via Crucis, Presepe Vivente: solo tradizioni? Il vescovo Beschi si è rivolto alla folta platea presente, che raccoglieva la gran parte delle persone coinvolte nella realizzazioni di queste due significative realtà, dicendo: “La tradizione può essere descritta come uno scrigno che contiene il tesoro più grande: un seme che genera vita e futuro. E questo seme generativo può essere anche mirabilmente racchiuso in attività che potrebbero sembrare puramente una rappresentazione sterile di ciò che è avvenuto in passato, ma che in realtà mantengono vivi i legami fra le generazioni e i diversi ambiti della comunità, traducendo in azioni concrete gli obiettivi delle Comunità Ecclesiali Territoriali”.
Per sottolineare tutto ciò, l’assessore Lara Maccarini ha precisato che, in un paese come il nostro, ricco di associazioni e di volontari, queste sono occasioni per stare insieme, conoscersi e poter collaborare.
Dopo aver visto alcune fotografie di questi eventi e aver ascoltato i racconti di don Giuseppe, che ha ben precisato il valore della forte e preziosa partecipazione a queste manifestazioni itineranti, che entrano nel cuore dei cortili del nostro paese, il vescovo Francesco ha inviato a tutti i presenti un sentito messaggio: “Queste proposte non costituiscono solo un modo per rappresentare eventi fondamentali della fede, ma una possibilità per entrare in dialogo con diverse componenti del paese, comprese quelle che non fanno riferimento diretto alla comunità parrocchiale. La memoria genera futuro, non è solo una ripetizione di ciò che è avvenuto. Il presepe e la Via Crucis non sono solo tradizioni, ma elementi fortemente educativi che hanno il potere di trasformare le persone”.
E chi ha vissuto queste occasioni, anche solo come spettatore, non può non sentire come vere le parole del Vescovo.
Domenica 20 ottobre
Ed eccoci alla conclusione di questo intenso Pellegrinaggio Pastorale del nostro vescovo Francesco nella nostra parrocchia, con un momento che racchiude in sé tutti i messaggi, tutti i contenuti, tutte le occasioni di crescita vissute in comunità: la celebrazione della S. Messa, alle ore 10.30.
Una liturgia solenne, ben preparata e ben strutturata per l’occasione, in cui raccogliere tutti i pensieri e tutte le emozioni vissute incontrando mons. Beschi nelle nostre realtà parrocchiali. Emozionante e bello che il Pellegrinaggio si sia concluso in occasione dell’apertura dei percorsi di catechesi dei nostri bambini e ragazzi.
La chiesa, colma di famiglie, ha presentato il volto del futuro della nostra parrocchia, al quale il vescovo Francesco si è rivolto consegnando tre parole importanti con le quali rivolgersi a Gesù: “Grazie Gesù, perdonami Gesù, ascoltami Gesù”.
E con questi tre fondamentali messaggi, rivolti in modo particolare ai più giovani, ma che noi adulti dovremmo rivedere e fare nostri, si è concluso il Pellegrinaggio del vescovo Francesco nella nostra comunità. A noi tutti scorre dal cuore un grande grazie perché è stato bello e importante averlo tra di noi, sentirlo uno di noi: un compagno di viaggio nel pellegrinaggio di speranza che ci aprirà le porte del Giubileo.
Alla fine della celebrazione, il Vescovo ha consegnato una corona del Rosario ai nostri sacerdoti, per sottolineare come la preghiera sia un motore molto potente. Don Giuseppe, a nome di tutti, gli ha poi donato uno zainetto idrico: un sostegno simbolico ma concreto del suo camminare, invitando tutti a mettersi in movimento per essere pellegrini di speranza.
Mercoledì 23 ottobre
Ma un vero pellegrinaggio lo si fa camminando e allora, mercoledì 23 ottobre, partendo dall’oratorio di Urgnano, i sacerdoti della nostra Fraternità si sono messi in cammino per il santuario della Basella, concludendo questa occasione di grazia del Pellegrinaggio Pastorale con la concelebrazione della S. Messa, presieduta dal Vescovo, alla quale anche i fedeli delle comunità erano invitati.
Grazie vescovo Francesco.
Grazie buon Signore per averci permesso di vivere occasioni di crescita e di cammino comunitario.
Rossella Poliani








