Catechesi: L’Eucaristia sorgente di pace e il sogno di Dio per la Chiesa

14 Ottobre 2026 | Approfondimenti


Il sogno di Dio tra i banchi di parrocchia: quando l’Eucaristia diventa sorgente di pace

Nella serata di lunedì 13 ottobre 2026, presso la Sala Agliardi, don Paolo Carrara ha accompagnato un folto gruppo di catechisti, membri dei consigli pastorali e fedeli in una riflessione intensa e appassionata sul senso profondo dell’essere Chiesa. Introdotto da don Giuseppe, il relatore ha intrecciato teologia, arte, pagine della Bibbia ed esperienza personale con un linguaggio diretto, a tratti ironico, offrendo ai presenti spunti destinati – come lui stesso ha scherzato – a qualche “notte insonne” di riflessione.

Un cammino in cinque tappe verso la Pasqua

L’appuntamento rappresenta la prima di cinque “puntate” pensate per accompagnare la comunità nel periodo che precede la Pasqua. Il punto di partenza è la lettera pastorale del vescovo, intitolata L’Eucaristia sorgente di pace, nella quale il presule individua sette o otto passaggi fondamentali della celebrazione eucaristica. Don Carrara ha scelto di sintetizzarli in cinque tappe, precisando subito la natura del percorso: «Non faccio cinque incontri sul tema prettamente liturgico», ma piuttosto una riflessione su come l’Eucaristia diventi «il riferimento fondamentale del nostro essere Chiesa». Ai partecipanti sono stati distribuiti fogli con citazioni tratte dalla lettera, perché restassero come materiale su cui tornare.

La convocazione e il saluto: dove comincia la pace

Il primo gesto su cui si è concentrata la riflessione è quello della convocazione, il semplice ma decisivo fatto di ritrovarsi insieme nello stesso luogo. Da luoghi, condizioni e storie diverse, i fedeli convergono attorno a Cristo e realizzano quella particolare unità che prende il nome di comunione. In questo gesto ordinario, ha sottolineato il relatore, «sta già accadendo, in piccolo, il sogno di Dio»: che persone lontane tra loro «stiano insieme e stiano insieme bene, facendo qualcosa di bello».

Il secondo gesto è il saluto iniziale, quel «Il Signore sia con voi» che il sacerdote pronuncia non a titolo personale – nessuno, per strada, saluta così un conoscente – ma nel nome di Cristo. Come scrive il vescovo, «il saluto è un germoglio di pace che merita di essere coltivato».

Da Babele a Pentecoste: la Chiesa dei diversi

Per illuminare questi temi, don Carrara ha letto una pagina degli Atti degli Apostoli, definiti «il manuale fondamentale di come deve essere la Chiesa»: non solo la più antica, ma la Chiesa degli inizi, quella che fornisce «l’imprinting» valido per ogni epoca. Il brano scelto è quello della Pentecoste, lo Spirito che scende sugli apostoli e uomini di ogni popolo – Parti, Medi, Elamiti, Romani, Cretesi e Arabi – li odono parlare ciascuno nella propria lingua. Il miracolo, ha spiegato, non è che tutti diventino uguali, ma che i diversi riescano a capirsi: «La potenza dell’unica lingua dell’amore è capace di dirsi nelle mille lingue dei popoli». La Chiesa «non nasce con dei soldatini tutti uguali».

All’estremo opposto sta Babele, dove gli uomini pretendono di «mettere fuori Dio»: è il linguaggio della conquista e del dominio, e proprio escludendo Dio smettono di capirsi e finiscono per farsi la guerra. Non a caso, ha osservato con ironia, già allora qualcuno derideva gli apostoli accusandoli di essersi «ubriacati di vino dolce»: segno che «la fatica di dire la bellezza della fede c’è sin dagli inizi».

Più della somma delle attività

Ma che cos’è, davvero, la Chiesa? Spesso la si immagina come la somma delle attività che vi si svolgono. Con autoironia, il relatore ha ribattuto: «È vero che non esiste un Paolo Carrara senza il fatto che oggi mi sono svegliato alle dieci del mattino… però io sono anche un po’ di più della somma delle cose che oggi ho fatto». Richiamando la Lumen Gentium, don Carrara ha paragonato la Chiesa alla luna, che non brilla di luce propria ma riflette quella del sole, cioè di Cristo. E attingendo all’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, ha presentato l’immagine della Chiesa come “popolo di Dio”: non una sfera liscia dove tutto scivola, ma un poliedro, con molte facce e spigoli, dove trovano posto «cristiani di altissimo impegno come cristiani mediocri o del tutto indegni».

Fare Chiesa con chi c’è, non con chi si sogna

Il cuore pratico della serata è arrivato con la Gaudium et Spes e l’immagine del fermento: la Chiesa «è come il fermento e quasi l’anima della società umana», chiamata a far crescere l’intero paese. A differenza del seminario, dove la diversità è limitata, o di un’associazione come l’Avis con la sua tessera, «non esiste una tessera d’iscrizione alla parrocchia»: l’unico criterio è quello territoriale, «un criterio che non ha qualità», e proprio per questo prezioso. «Il giorno in cui smettiamo di provare a tenere dentro tutti e diventiamo troppo selettivi, la Chiesa smette di essere Chiesa».

Lo si vede, ha confessato, con quei genitori del catechismo che «non sai neanche perché» mandano il figlio e che bisogna sempre implorare: «Caspita che fatica. Sì, però è una fatica benedetta». Perché la comunità non si costruisce «con gli uomini e le donne che sogno, ma con quelli che ci sono, perché sono quelli che Dio mi dà».

Il Caravaggio che fece scandalo

A fare da sfondo è stata proiettata una natività di Caravaggio, conservata nella basilica di Sant’Agostino a Roma. L’opera scandalizzò i contemporanei: come modella per la Madonna il pittore scelse una donna di dubbia reputazione, e dipinse la scena con crudezza anti-sacrale, piedi e mani sporchi, contadini inginocchiati. Eppure proprio lì, ha spiegato don Carrara, sta l’essenza della Chiesa: «Siamo quella roba lì. Se guardiamo al nostro cuore, alla nostra vita, siamo proprio così».

Madeleine Delbrêl e la passione delle pazienze

Nella parte finale il relatore ha presentato Madeleine Delbrêl, mistica francese nata nel 1904, atea convertita che scelse di vivere a Ivry, periferia comunista di Parigi, in «un monastero a cielo aperto». Per la “gente della strada”, scriveva, le piccole circostanze – il telefono che squilla, l’autobus che non arriva – sono «dei superiori fedeli». E ribaltava l’idea romantica del martirio: «La passione non viene. Vengono invece le pazienze, queste briciole di passione che hanno lo scopo di ucciderci lentamente», martirii non sanguinosi ma «sgranati da un capo all’altro della vita».

Il messaggio conclusivo: non costruiremo la Chiesa con grandi miracoli, ma «facendo il miracolo quotidiano di questo pezzettino di pazienza», con le persone che il Signore ci ha messo accanto. «Questo è il sogno di Dio per noi».

Spunti che restano

Resta aperta la domanda che ha attraversato tutta la serata: siamo disposti a vivere la nostra comunità non come un gruppo selezionato di simili, ma come un popolo di diversi tenuti insieme da un dono che è per tutti? E, insieme, sapremo riconoscere nella fatica dei nostri giorni ordinari non un ostacolo, ma la strada stessa della santità?


Piccolo glossario

Eucaristia — Dal greco eucharistía, “rendimento di grazie”: sacramento centrale della Messa, memoriale dell’ultima cena di Gesù.

Liturgia — L’insieme dei riti, gesti e preghiere con cui la comunità cristiana celebra il culto pubblico.

Comunione — Qui, la particolare unità spirituale che lega i credenti radunati attorno a Cristo.

Pentecoste — Festa che ricorda la discesa dello Spirito Santo sugli apostoli, cinquanta giorni dopo la Pasqua; considerata la nascita della Chiesa.

Babele — Episodio biblico della Genesi in cui gli uomini, costruendo una torre verso il cielo, vengono “confusi” nelle lingue e dispersi. Tradizionalmente contrapposto a Pentecoste.

Atti degli Apostoli — Libro del Nuovo Testamento che racconta i primi passi della Chiesa dopo la risurrezione di Gesù.

Concilio Vaticano II — Grande assemblea dei vescovi cattolici (1962-1965) che ha rinnovato profondamente la vita e il linguaggio della Chiesa.

Lumen Gentium — “Luce delle genti”: documento del Concilio dedicato alla natura e missione della Chiesa.

Gaudium et Spes — “La gioia e la speranza”: costituzione del Concilio dedicata alla presenza della Chiesa nel mondo contemporaneo.

Evangelii Gaudium — “La gioia del Vangelo”: esortazione di Papa Francesco (2013) sull’annuncio del Vangelo oggi.

Sacramento — Segno visibile che rende presente una realtà invisibile; qui la Chiesa come segno dell’unione tra Dio e gli uomini.

Escatologico — Relativo alle realtà ultime e al destino finale dell’uomo e del mondo: la piena realizzazione della Chiesa si compirà solo alla fine dei tempi.

Salvifico — Che riguarda la salvezza, fine ultimo per cui esiste la Chiesa.

Poliedro — Solido con molte facce; immagine di Papa Francesco per un’unità che valorizza le differenze.

Preghiera eucaristica — Parte centrale e più solenne della Messa, durante la quale pane e vino vengono consacrati.

Martirio — Originariamente testimonianza di fede fino alla morte; qui reinterpretato anche come il logorio quotidiano sopportato con pazienza.

Lettera pastorale — Documento con cui un vescovo si rivolge ai fedeli per indicare un cammino spirituale.