Il Sacramento della Confermazione
In un clima carico di gioia ed entusiasmo, domenica 12 maggio, ottantasei ragazzi della nostra comunità hanno ricevuto il Sacramento della Cresima. Durante il percorso di preparazione, lo Spirito Santo è stato visto come regista della nostra vita: una presenza discreta, ma necessaria per indirizzare il nostro essere cristiani verso Dio.
Dopo il ritiro della domenica precedente al grande evento, nella festa patronale di Sant’Eurosia, la giornata si è conclusa, come da tradizione, con la celebrazione eucaristica comunitaria e la processione con la statua e la reliquia della Santa, a partire dalla chiesa parrocchiale fino all’azienda agricola Angolo di Paradiso, ricordando la protezione di Eurosia per il lavoro dei campi e i frutti della terra.
Ma in precedenza, un foltissimo numero di madrine, padrini e genitori ha incontrato don Lorenzo per un momento di riflessione e preghiera sul sacramento della Confermazione. Invece, ai ragazzi sono stati presentati i doni dello Spirito in relazione al mondo del teatro, così da avere un esempio concreto ed applicabile alla nostra vita. Per farlo, abbiamo chiesto aiuto ad un vero regista: Marco, che da anni conduce il nostro splendido gruppo musical. Infatti, come il regista utilizza molti strumenti per svolgere il suo lavoro, anche lo Spirito Santo utilizza i Suoi sette doni per aiutarci e starci sempre accanto.
La sapienza è rappresentata dalle quinte. La Sapienza aiuta a riconoscere cosa è veramente importante nella vita, ciò che le dà senso e sapore, e a distinguere il bene dal male. Così, le quinte aiutano a dividere ciò che deve andare in scena da ciò che deve rimanere nascosto.
L’intelletto è paragonabile ai fari. La parola intelletto deriva dal latino intus-lègere, ossia leggere dentro, saper andare in profondità e vedere oltre le apparenze. A teatro ci sono i fari frontali, che illuminano da davanti solo la facciata, ma ci sono anche i fari laterali, chiamati tagli, i controluce e i fari nel soffitto, in graticcia, che illuminano i lati e il retro. Quindi a seconda della scena, i fari illuminano ciò che è importante portare alla luce.
Poi c’è il gobbo, ossia il suggeritore, che svolge un compito importante perché, quando gli attori si dimenticano una parte, gliela suggerisce, gli permette di andare avanti. Così, anche il dono del consiglio ci indica la via giusta, ci mantiene sulla rotta che porta a Dio, ci sprona a proseguire il viaggio.
La fortezza può essere vista come il megafono. Quando non c’erano i microfoni, i registi a teatro usavano il megafono per farsi sentire dagli attori, per correggerli, ma anche per incitarli, per dar loro la carica. Così, questo dono dello Spirito viene in nostro aiuto nelle difficoltà, ci dona forza e coraggio per perseverare nelle scelte giuste.
Fondamentale per mettere in scena uno spettacolo è il copione, dove è scritta la storia da rappresentare, le battute di ciascuno e il relativo ruolo. Per conoscere il mondo che Dio ci ha donato, per saperlo custodire e volgere al bene, lo Spirito ci dona la scienza: lì è custodito il nostro progetto di vita da realizzare.
Il regista da solo non può fare lo spettacolo: ha bisogno degli attori, che insieme costituiscono il cast. Nel teatro, gli spettacoli vengono fatti con e dagli attori, che collaborano tra loro. E anche nei monologhi non si è soli: c’è tutto il resto dello staff dietro le quinte. Così, il dono della pietà ci fa capire che abbiamo bisogno degli altri: ci consente di collaborare e imparare a vivere insieme come figli di Dio.
Infine, il dono del timor di Dio è come il buio in sala. Dobbiamo avere cura e rispetto del nostro rapporto con Dio: Lui è nostro Padre, ci dà la vita ogni giorno. Così, il pubblico deve avere rispetto durante uno spettacolo, rimanendo in silenzio e al buio, per poter stare concentrato a riuscire vedere quello che avviene in scena, altrimenti, se c’è confusione, non si vede il palco e non si può apprezzare lo spettacolo.
Ecco riassunti in poche righe quei doni dello Spirito Santo che i nostri ragazzi hanno ricevuto e che, se sapranno riconoscerli e sceglierli, daranno forma e colore ad una vita da Premio Oscar. È questo il grande invito rivolto ai ragazzi da mons. Erminio De Scalzi, già vescovo ausiliare di Milano, che, con la sua genuina sapienza, ci ha regalato un’omelia ricca di consigli. Ne vogliamo ricordare uno su tutti: l’importanza della nostra famiglia come luogo di crescita nelle relazioni e di passione per la cultura. “Non stancatevi di studiare – ha suggerito il Vescovo, che quest’anno ricorda il sessantesimo anniversario di Ordinazione Presbiterale e il venticinquesimo di Ordinazione Episcopale – perché la cultura sostiene la ricchezza del pensiero, e ciascuno di voi cresimandi è chiamato ad essere abitato di quell’intelligenza ch’è capace di scegliere il bene ed attuarlo, così da compiere una vita buona».
Auguriamo a tutti i cresimati di riscoprire lo Spirito Santo come regista della vita, così da vivere da protagonisti e con entusiasmo lo spettacolo che Lui ha pensato per noi!
I catechisti del 7° anno






